il cinema dopotutto
dopo tutto il tempo passato, i fatti, gli inghippi, ecco il cinema.
e dopo tutto, il cinema è: otto pounds, uno schermo piccolo non troppo cinematografico e sopratutto... una proiezione da supporto digitale!
meno male almeno che questi hongkonghesi fanno i polizieschi che fanno anche sorridere sia per il kitch della regia che per scelte proprie di sceneggiatura. chissà quanto si prendono sul serio...
era PTU di Johnnie To del 2003.
ma se questo è stato il cinema dopo, at the beginning it was dans paris di Christophe Honoré, 2006.
grande, su pellicola, francese assai e bello come gli uomini che ci hanno messo dentro.
e poi è stato di quelli che rimangono impressi dentro, che parafrasando Truffaut riflettono sul cinema ma anche sulla vita. dans paris è un film intimista? maybe. film di tormenti, ma non parlati, ma agiti e quindi mostrati. un film di persone che non oscurano il cinema ma anzi al cinema fanno anche un po' l'occhiolino - come in italia ha fatto Ferrario in dopo mezzanotte.
Louis Garrell e Romain Duris incarnano forse queste due anime del film, uno il cinema, l'altro l'uomo. ma non facciamola troppo rigida.
Garrell nudo. Duris piange. Garrel vaga per una parigi molto nouvellevagueiana a ritmi molto nuovellevagueini seguito da una regia che fa in modo che nouvellevagueiano, il tutto, lo sia ancor di più. Duris recita invece, trascinandosi da una stanza a un'altra, puntando i piedi accanto alla ringhiera del balcone e guardando pericolosamente giù, o combattendo una lotta fisicamente psicologica con la sua donna, nei suoi ricordi.
il cinema impara, evolve, stupisce, ma alle volte semplicemente guardando indietro a come è stato e mettendoci dentro un fatto qualsiasi fa un film che mi emoziona, mi fa dire bello.

e dopo tutto, il cinema è: otto pounds, uno schermo piccolo non troppo cinematografico e sopratutto... una proiezione da supporto digitale!
meno male almeno che questi hongkonghesi fanno i polizieschi che fanno anche sorridere sia per il kitch della regia che per scelte proprie di sceneggiatura. chissà quanto si prendono sul serio...
era PTU di Johnnie To del 2003.
ma se questo è stato il cinema dopo, at the beginning it was dans paris di Christophe Honoré, 2006.
grande, su pellicola, francese assai e bello come gli uomini che ci hanno messo dentro.
e poi è stato di quelli che rimangono impressi dentro, che parafrasando Truffaut riflettono sul cinema ma anche sulla vita. dans paris è un film intimista? maybe. film di tormenti, ma non parlati, ma agiti e quindi mostrati. un film di persone che non oscurano il cinema ma anzi al cinema fanno anche un po' l'occhiolino - come in italia ha fatto Ferrario in dopo mezzanotte.
Louis Garrell e Romain Duris incarnano forse queste due anime del film, uno il cinema, l'altro l'uomo. ma non facciamola troppo rigida.
Garrell nudo. Duris piange. Garrel vaga per una parigi molto nouvellevagueiana a ritmi molto nuovellevagueini seguito da una regia che fa in modo che nouvellevagueiano, il tutto, lo sia ancor di più. Duris recita invece, trascinandosi da una stanza a un'altra, puntando i piedi accanto alla ringhiera del balcone e guardando pericolosamente giù, o combattendo una lotta fisicamente psicologica con la sua donna, nei suoi ricordi.
il cinema impara, evolve, stupisce, ma alle volte semplicemente guardando indietro a come è stato e mettendoci dentro un fatto qualsiasi fa un film che mi emoziona, mi fa dire bello.

Labels: cineMe



5 Comments:
w-o-w.
si parte, ci si spoglia, si cambia o soltanto ci si libera di certe parole che non funzionano.
che.bel.post.
londinese?
un bacio. come?
forte.
aspetta un attimo però: in che senso regia kitch?
aah, se non ci fossi tu che mi lasci i commenti!
kitch nel senso di kitch, signora! vuoi qualche esempio? lunghi (ma lunghi!) primi piani sul volto di Simon Yam che guarda severo un qualche collega o... ma tu l'hai visto scusa!!!
e poi la colonna sonora!!! sono mitici, mitici.
ma si, si, che l'ho visto, riflettevo sull'aggettivo e pensavo, tra una distrazione e l'altra, che forse hai ragione, e forse no. quante cose possiamo definire kitch noi occidentali, di una cinematografia orientale che strizza l'occhio (ma forte!) a sergio leone, ai polizieschi americani...chi lo sa chi è Mr. To...torno a lavurà. (pensando a anthony wong, a ciascuno i suoi problemi...)
http://image2.sina.com.cn/ent/m/c/p/2006-03-29/U1431P28T3D1031084F326DT20060329112129.jpg
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