molte domande. poche risposte
bisogna decidere in cosa credere. ma si può decidere in cosa credere? esiste il momento razionale della decisione? o forse è solo l'apice di una costruzione velatamente inconscia?
a cosa penso? a qualcosa che ha dell'adolescenziale. non alla fede o a qualche alto principio morale, ma a quelle anime gemelle che altro non sono che un'anima sola che la vita sul nascere separa.
ma ci crediamo? o valutiamo la più terrena possibilità del costruire? se costruire significa modellarsi a fatica sull'altro, ne converrete che l'idea di poter evitare tale fatica sia allettante. quindi sorge l'interrogativo: costruire o aspettare quella metà perfettamente coincidente? in cosa decidiamo di credere? e soprattutto, finora cosa abbiamo fatto? potremmo aver intrapreso la strada del cambiamento-per-amore e improvvisamente domandarci: e se quell'anima esistesse ed ora non ci riconoscesse più!? o potremmo, invece, aver atteso e atteso e respinto ogni tentativo di costruzione, ed ora trovarci con un pugno di mosche e senza nulla all'orizzonte.
io sono un po' "ingorda" e materialista e so di aver scelto la costruzione, ma solo ora penso a qual era l'alternativa -sapete quindi qual è la domanda un po' romantica che mi sono posta, oggi. ma ce n'è anche un'altra sulla giustezza (ma direste così?) di quei cambiamenti. credo che nasca tutto da lì: dal dover dare delle risposte a me, diversa.
dunque mi chiedevo se, posti dinnanzi alle due alternative, si potesse avere la forza di decidere in cosa credere. perché un conto è la scelta e un conto la decisione razionale. fossi in voi ci proverei. io ci sono già dentro fino al collo. ma ci sto bene. non so se l'ho scelto, ma questa storia dell'anima gemella non mi convince. e così alla domanda mi sono anche risposta.

a cosa penso? a qualcosa che ha dell'adolescenziale. non alla fede o a qualche alto principio morale, ma a quelle anime gemelle che altro non sono che un'anima sola che la vita sul nascere separa.
ma ci crediamo? o valutiamo la più terrena possibilità del costruire? se costruire significa modellarsi a fatica sull'altro, ne converrete che l'idea di poter evitare tale fatica sia allettante. quindi sorge l'interrogativo: costruire o aspettare quella metà perfettamente coincidente? in cosa decidiamo di credere? e soprattutto, finora cosa abbiamo fatto? potremmo aver intrapreso la strada del cambiamento-per-amore e improvvisamente domandarci: e se quell'anima esistesse ed ora non ci riconoscesse più!? o potremmo, invece, aver atteso e atteso e respinto ogni tentativo di costruzione, ed ora trovarci con un pugno di mosche e senza nulla all'orizzonte.
io sono un po' "ingorda" e materialista e so di aver scelto la costruzione, ma solo ora penso a qual era l'alternativa -sapete quindi qual è la domanda un po' romantica che mi sono posta, oggi. ma ce n'è anche un'altra sulla giustezza (ma direste così?) di quei cambiamenti. credo che nasca tutto da lì: dal dover dare delle risposte a me, diversa.
dunque mi chiedevo se, posti dinnanzi alle due alternative, si potesse avere la forza di decidere in cosa credere. perché un conto è la scelta e un conto la decisione razionale. fossi in voi ci proverei. io ci sono già dentro fino al collo. ma ci sto bene. non so se l'ho scelto, ma questa storia dell'anima gemella non mi convince. e così alla domanda mi sono anche risposta.

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